Questa mattina sono arrivate comunicazioni molto allarmanti di perquisizioni che la Polizia Tedesca sta effettuando nelle abitazioni di alcuni partecipanti alle manifestazioni della scorsa settimana in varie cittá tedesche. Testimonianza diretta di una delle persone “attenzionate” dalla Polizia Tedesca. Le perquisizioni sono state autorizzate nel caso specifico di mia conoscenza per futili motivi.
Stefano Becciolini
Testo tradotto:
“Ecco il video rimosso da Facebook, spero che tutto passi. Questo è totalmente pazzo. Quando ero in viaggio ieri, senti questa, sono arrivati qui. La polizia è penetrata nell’appartamento e ha mostrato un mandato di perquisizione domiciliare a chi è con me nell’appartamento. Ovviamente, ci siamo diretti verso Würzburg. Una studentessa ha trovato altre comuniczioni nella cassetta della posta. Posso solo dire che è totalmente pazzo. Quello di cui sono accusata è avere un certificato per motivi di salute che mi permette di non indossare alcuna mascherina.
E’ inconcepibile che la polizia abbia un mandato di perquisizione e si introduca qui in un appartamento controllando in tutti i miei dischi rigidi e nel mio computer. Mi hanno confiscato il cellulare, il che significa che non ho più contatti. Oggi non posso nemmeno sentire i messaggi su di te. Puoi comunque inviare i messaggi da Messenger. Non ho un numero di telefono, non ho nemmeno i dettagli di contatto più. L’unico modo in cui potrai contattarmi al momento è tramite Facebook. Oppure vai alla Homepage della città e troverai il mio numero di rete fissa. Posso ancora essere raggiunta.
Spero ovviamente di sistemare il prima possibile perché ho le mani legate di nuovo. Sono completamente incapace di agire quindi, per favore, mi aiutino anche alcuni gruppi di scolari più in gamba, lo chiedo perché vorrei che le persone vivessero consapevolmente e non in maniera inaffidabile. Ma e’ assurdo confiscare tutto il materiale di lavoro perché non posso indossare una mascherina per motivi di salute, come dice il certificato. Dovrebbe essere un sospetto sbagliato, non è così normale ma ora lo sai, e ci vediamo appena possibile”. Stefano Becciolini
Un pensiero su “GERMANIA, PERQUISIZIONI NELLE ABITAZIONI DEI MANIFESTANTI”
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