Pensiamoci su: una rubrica di Luigi Orsino

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Ho avuto un incubo, no, non era un incubo ma il futuro che mi si palesava; diciamo pure uno dei possibili scenari futuri.
Uomini vestiti di nero, armati, in tenuta antisommossa, con sul petto, ben visibile, una mostrina con un simbolo strano: una sorta di pallina da golf con la superficie coperta da fiocchetti rossi, circondano l’edificio, poi passano a rastrellare casa per casa. Controllano i documenti e portano via chi non è fornito di attestazione di avvenuta vaccinazione, chi ne è sprovvisto viene fatto salire, in malo modo, su dei camion. Di loro non si saprà mai più nulla.

Certo, che fosse incubo o premonizione, una simile evenienza mi atterrisce, non tanto per la fine che farebbero i poveracci trovati senza lasciapassare quanto per l’indifferenza con cui la loro sorte è passivamente accettata da tutti gli altri. Il pensiero che la delazione, sollecitata dai gerarchi del nuovo regime sia una costante mi addolora in quanto essa è la morte della solidarietà.
Inutile continuare a divagare con fantasie e congetture, la verità è che ci stiamo avviando verso una nuova forma di dittatura, una dittatura che ha fatto tesoro del passato e che oggi ha a disposizione mezzi potentissimi per condizionare le menti… di tutti. Si, di tutti sia di quelli che accettano passivamente le follie che quotidianamente ci vengono imposte sia di coloro che vorrebbero ribellarsi ma sono dubbiosi, paurosi e timorosi di perdere quel poco che sono riuscite a costruire.

E’ a questi ultimi che mi rivolgo: non lo sapete ma avete già perso tutto, siete già schiavi di un sistema liberticida che vi vuole schiavi o estinti. Vi siete chiesti quante aziende sono fallite tra il 2019 e il 2021 e quante invece nel biennio precedente, pur sempre anni di crisi? Quanti nuovi disoccupati? Quanti nuovi poveri? Quanti suicidi? Non cercate dati su internet sono stati sapientemente manipolati.

Trovate che i provvedimenti presi da chi ci tiranneggia siano giustamente commisurati alla reale situazione sanitaria? Quante persone conoscete che sono morte, senza ombra di dubbio, per covid? Quanti dei deceduti sono morti per un’evoluzione maligna dell’influenza stagionale? Quanti sono morti per altre cause? Quanti morti perché non curati in tempo? Quanti per un protocollo sanitario errato? Qualcuno sa quanti esami autoptici sono stati fatti sui cadaveri di coloro che sono stati dichiarati “morti di covid”.

Perché tanti misteri, tante domande e nessuna risposta?
“Mala tempora currunt”: si approssimano tempi molto tristi. Presto ci metteranno ancora di più gli uni contro gli altri, anche coloro che hanno buttato giù tutti i rospi ad un certo punto non serviranno più. Ci scanneremo per un tozzo di pane, un sorso d’acqua sarà prezioso come l’oro, l’accesso alla tecnologia sarà consentito solo ai padroni ed ai loro cani da guardia.
Siamo ancora in tempo per ribellarci? Forse no, ma non è meglio morire facendo salva la propria dignità piuttosto che perire in ginocchio coperti di sputi?
I grandi potentati temono la forza travolgente di un popolo inferocito. Forse è arrivato il momento di dimostrare che la storia ci ha insegnato che una corda troppo tesa alla fine si spezza.
Luigi Orsino: Scrittore, storico, blogger.




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