Editoriale dell’ Avv. FABIO CAMPANELLA

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Nei giorni appena passati, la mediatrice europea, Emily O’Reilly, ha chiesto alla Commissione di avere accesso allo scambio di sms tra Ursula von der Leyen e Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer, durante i negoziati sul contratto di fornitura all’Ue di milioni di dosi anti-Covid. I contatti informali tra il numero uno della casa farmaceutica e la presidente della Commissione europea erano stati resi noti dal New York Times lo scorso aprile.
Tuttavia, quando è stata presentata una richiesta di accesso ai messaggi, la Commissione non ha diffuso il contenuto degli sms sostenendo “di non avere registrazioni” dei testi.

Albert Bourla ha partecipato il 29 gennaio 2021 al World Economic Forum di Davos

L’esecutivo Ue ha anzi affermato di non essere obbligata a “conservare ogni singolo documento” delle comunicazioni della presidente, tantomeno gli sms, che la Commissione considera comunicazioni “di breve durata”.
La mediatrice europea è intervenuta facendo valere la sua funzione: ricevere le denunce di qualsiasi cittadino dell’Unione riguardanti la condotta delle istituzioni Ue e far valere, se fondate, le richieste nei confronti della pubblica amministrazione europea, dal livello più basso fino al vertice.
O’Reilly ha dunque replicato alla Commissione chiedendo un incontro “necessario” tra il suo team di inchiesta e i funzionari che lavorano con von der Leyen. Durante il faccia a faccia, che “avrà luogo prima dell’8 ottobre”, lo staff della presidente dovrà spiegare “la sua politica sulla conservazione delle registrazioni dei messaggi di testo e come questa politica viene attuata nella pratica”, ha chiesto la mediatrice europea.

O’Reilly ha inoltre chiesto ai funzionari se, dopo la richiesta di accesso agli atti, si siano attivati per cercare gli eventuali messaggi.
Perché allora dell’importanza di questi scambi?
Qui si innesta una vicenda del tutto personale dell’attuale Presidentessa della Commissione Europea. Infatti, Ursula von der Leyen è felicemente sposata con Heiko von der Leyen attuale MANAGER della Ogenesis La società statunitense Ogenesis  ha stipulato contratti milionari con le due Big Pharma Pfizer e BioNTech (vaccino Moderna) per la fornitura di componenti vaccinali fondamentali per la fabbricazione e la produzione di vaccini “genici”. Come già pubblicato la Ogenesis fornisce le basi cellulari sulle quali si sono sviluppate le piattaforme di sperimentazione sia per la BioNtech (società tesesca sia per la Pfizer ( “the mRNA platforms pioneered by Moderna and German immunotherapy company BioNTech, which partnered with Pfizer for clinical development, manufacturing, commercialization and distribution of vaccines for COVID-19 in March 2020.”).

La questione non è di lana caprina ma di natura MORALE, di TRASPARENZA.  Le istituzioni dell’UE interagiscono con un’ampia gamma di gruppi e di organizzazioni che rappresentano interessi specifici e svolgono attività di lobbismo. Si tratta di una componente legittima e necessaria del processo decisionale, capace di garantire che le politiche dell’UE rispecchino le reali esigenze dei cittadini.
Aver stipulato contratti di fornitura, oggi oscuri, con elevato dispendio di risorse economiche pubbliche impone la massima attività investigativa sui flussi di comunicazione e quelli di denaro per capire se e quale sia stata l’influenza del marito della Presidente della Commissione sulle scelte decisionali.
Avv. Fabio Campanella

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