Una dichiarazione d’amore al pensiero divergente, a chi viene etichettato come “brutto anatroccolo”, a chi, come la “POROROCA”, va contro corrente, nella deandreiana “direzione ostinata e contraria”, a chi è caparbiamente anticonformista, come “i popcorn che non scoppiano”

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Emergenza, lo stato di emergenza giustifica la violenza,
obbedienza, vogliono obbedienza, in nome della scienza,
lo sai non sono niente, senza resistenza, serve resistenza, la vera potenza

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Ho sedici anniMa è già da più di dieci che vivo in un carcereNessun reato commesso là fuoriFui condannato ben prima di nascere

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Ci sono stati uomini che hanno continuato
Nonostante intorno fosse tutto bruciato
Perché in fondo questa vita non ha significato
Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato
Gli uomini passano e passa una canzone
Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione
Che la giustizia no, non è solo un’illusione

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Lo sapevo che eri scemo, solo non credevo tanto,
da arrivare a darmi tutto addirittura fino al punto da sacrificarti e farlo quasi con un po’ di vanto
regalarmi la tua libertà ed esserne contento

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Col coraggio in tasca la mia vita passa
Camminando e basta, lascio la mia traccia
Capirà soltanto chi vedrà dall’alto
Tipo ragno a Nazca

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Dopo essere stati in luoghi ormai devastati
Dove non senti i piedi dove non batte neanche il sole
Dove devi generare un sole che sennò non vedi
Essere nati, essere programmati, essere schiavi
Rasserenati dall’amare il sole,
Tu non devi venerare il sole ma la luce che vedi

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Voglio sentirmi libero da questa onda
Libero dalla convinzione che la terra è tonda
Libero, libero davvero, non per fare il duro
Libero, libero dalla paura del futuro
Libero perché ognuno è libero di andare
Libero da una storia che è finita male
E da uomo libero ricominciare
Perché la libertà è sacra come il pane

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La dittatura c’è ma non si sa dove sta
Non si vede da qua, non si vede da qua

Il mio nemico non ha divisa
Ama le armi ma non le usa
Nella fondina tiene le carte visa
E quando uccide non chiede scusa

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Voglia pura che non dura
una cura che tortura
clausura di paura
dittatura che sventura
ribellione è la cura

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Per fronteggiare la situazioneC’è stato un programma alla televisioneHanno parlato tutti gli avvocatiDi tutte le bandiere, di tutti i partiti
 
Ed è stato proprio commoventeVedere tutti quei grandi sacrificare le proprie ideeIn nome del bene della gentePoi hanno dato severe istruzioniDi stare calmi e stare buoni
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La guerra è sempre la stessaOgnuno la perderàE a ogni soldato che muore si perdeUn po’ di umanità
 
La guerra è sempre la stessaDevi partire e non saiSe è una minaccia o se è una promessaChe è l’ultima guerra che fai
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E sempre in fila per tre marciate tutti con meE ricordatevi i libri di storiaNoi siamo i buoni perciò abbiamo sempre ragioneE andiamo dritti verso la gloria
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Quando il nemico è invisibile allora è subdoloS’insinua in ogni fessura come pulviscoloMi chiudo in casa, mi fermo, non muovo un muscoloE intanto piano piano l’attesa diventa un incubo, noSe perdi il fuoco di vista diventa un punto minuscoloIn questo quadro più grande che non hai vistoIl nemico è un artista e infatti adesso spariscoE proprio lui mi ha convinto che non esisto, no
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È stata tua la scelta allora adesso che vuoi?Sei diventato proprio come uno di noiA tutti gli agguati del gatto e la volpeL’avevi scampata semprePerò adesso rischi di più
Adesso non fai un passo se dall’alto non c’èQualcuno che comanda e muove i fili per te

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La mia generazione ha vistoMigliaia di ragazzi pronti a tuttoChe stavano cercandoMagari con un po’ di presunzioneDi cambiare il mondoPossiamo raccontarlo ai figliSenza alcun rimorsoMa la mia generazione ha perso.

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Medie, superiori, lunghi anni all’università
Per studiare il tuo quoziente intellettivo
E stipulare una sorta di classifica
Che renda il più possibile al settore produttivo
Che posizione hai? Qual è il tuo numero?
Sei in discesa o sei in salita?
La graduatoria non è altro che
Una sparatoria alle tue spalle

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Anestetizzato dalla NATO
mi sento sollevato
Ma rischio di confondermi
Tra profugo e immigrato
Se dei lavavetri faccio volentieri senza
Il profugo lo accetto perché lava la coscienza

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È chiaro che il pensiero dà fastidio
Anche se chi pensa è muto come un pesce
Anzi un pesce
E come pesce è difficile da bloccare
Perché lo protegge il mare
Com’è profondo il mare
Certo, chi comanda
Non è disposto a fare distinzioni poetiche
Il pensiero come l’oceano
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare

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Se leggi i giornali notizie paranormali
Per i fragili super mega booster ed occhiali spaziali
In fila col Green Pass per i viveri razionati
Tutti mascherati e un po’ spaventati
Nazi ipocondriaci e alienati
In Europa siamo solo noi quelli allineati

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Il conformista
È uno che di solito sta sempre dalla parte giusta
Il conformista
Ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa
È un concentrato di opinioni
Che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani
E quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire
Forse da buon opportunista
Si adegua senza farci caso
E vive nel suo paradiso

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Ma qui diventa sempre più dura
Quando ci tocca di fare i conti
Con il coraggio della paura
E questo è quel che succede adesso
Che poi se c’è una chiamata urgente se prende su
E ci si va lo stesso
E scusi tanto se non è niente

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Rino Gaetano:
Io ho cercato di scrivere, di portare in canzonetta, la storia dell’Italia, degli ultimi 70 anni italiani, partendo un po’ dalle guerre coloniali fino ad oggi. E allora mi sono servito, per fare questa canzone qui, di una donna, che ha vissuto, attraverso i suoi amori e i suoi umori e la sua cultura, la politica italiana. Questa donna si chiama Aida.

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Non più a gas, ma a cherosene
Il riscaldamento centralizzato più ti scalda e più conviene
Niente carbone, mai più metano
Pace, prosperità e lunga vita al sultano
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La triste separazione, una volgare presunzione della scienza strampalata
Ideologia passata
Fino a dover dimentica che a volte libertà è saper ricordare

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