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Ultime dal Medio Oriente del 4 aprile 2023

mica cura di Gabriella Grassotoday3 Aprile 2023 187 1

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    Ultime dal Medio Oriente del 4 aprile 2023 a cura di Gabriella Grasso


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Una parola un link nell’articolo sottostante

Dalle Iof sono state uccise 3 persone:

Amjad pensava che suo figlio fosse a casa. Ma il ragazzo, Hamza al-Ashqar, 17 anni, era stato ucciso dalle truppe israeliane a sangue freddo.

Dr. Muhammad Al-Osaibi, 26 anni ucciso dalle IOF ad al-Aqsa

del villaggio occupato di Hura al-Naqab nel 1948, giustiziato a sangue freddo.

Giovane palestinese muore per le ferite causategli dalle IOF nell’assalto a Nablus del 22 febbraio Omair Muhammad Lulah, 23 anni

QUANDO FINIRA’ IL COLONIALISMO?

Yehuda Glick e decine di coloni hanno invaso la moschea di al-Aqsae gruppi sionisti ebraici chiedono di celebrare la Pasqua ad al-Aqsa Le colonie e le aggressioni contro i palestinesi sono aumentate nel 2022Dal 1967 l‘occupazione ha demolito oltre 12.300 case Annunciati piani per centinaia di nuove unità di insediamento Demolite varie strutture palestinesi anche a Gerusalemme E quest’anno i crimini d’odio contro i cristiani a Gerusalemme sono aumentati vertiginosamente il disegno di legge anti-proselitismo è l’ultimo tentativo dell’occupazione di estrometterli Sale la tensione in Cisgiordania  ● Coloni hanno attaccato case a sud di Nablus ne hanno bruciato una vicino a Ramallahhanno istituito un avamposto nella Valle del Giordano e tagliato ulivi a Betlemme Ci sono state incursioni su larga scala e campagne di arresti dappertutto L’esercito continua a bloccare il nord della Cisgiordania Le chiusure a Huwwara soffocano le imprese e il movimento palestinesi e questo villaggio è il tallone di Achille dei coloni dominati dall’ultradestra religiosa che deve fare i conti con la crescita della militanza armata palestineseLa Giordania si era impegnata a migliorare le condizioni al valico del Ponte di Allenby in seguito alle accuse di trarre profitto dalle restrizioni israeliane sui palestinesi, ma il punto è che gli israeliani non vogliono movimenti facili per i palestinesi

Dopo le manifestazioni israeliane Netanyahu annuncia di voler ritardare la revisione sul sistema giudiziario arretra di fronte alle proteste Riforma sospesa

Congelata infine la revisione a seguito di un messaggio degli USA Si sono svolte massicce proteste anche dopo il licenziamento del ministro della Difesa. Lapid considera Netanyahu una minaccia per la sicurezza dello Stato Le organizzazioni d’estrema destra chiamano alle armi mentre le proteste anti-governo si spargono Netanyahu ha firmato un impegno a istituire una polizia privata subordinata a Ben-Gvir, criminale aggressivo, estremista e già condannato. Questa mossa dimostra chiaramente che Netanyahu si sta preparando alla guerra civile. La sua bandiera non sarà la bandiera israeliana, ma la bandiera del movimento Kach di Kahane ● Le organizzazioni di protesta decidono di continuare a manifestare Ma vogliono davvero la democrazia? hanno scioperato il sindacato, le università, le ambasciate israeliane nel mondo. ma capiscono il termine “democrazia? questo governo prevede leggi e politiche contro i gruppi più vulnerabili: tribunali rabbinici, tagli alle case popolari, privatizzazione dell’educazione, soppressione della radiodiffusione pubblica, e molto ancora. La loro ricerca interiore è appena iniziata e le domande a cui dovranno rispondere saranno profonde. Se si rifiuteranno di capire si ritroveranno inevitabilmente a combattere di nuovo contro una dittatura, ma le prossime volte questa dittatura sarà molto più violenta e disinibita. Questo succederà se non saranno capaci di definire cosa vuol dire effettivamente democrazia e se questa continuerà a governare anti-democraticamente milioni di palestinesi senza garantire eguali dirittiSecondo Orly Noy, attivista degli ebrei mizrahim mancano nelle strade la minoranza araba-palestinese, gli ebrei etiopi e parte dei mizrahim. La lotta contro la discriminazione da parte degli ebrei ashkenaziti, di origine europea, che ancora colpisce gli ebrei mediorientali deve invece unirsi a quella dei palestinesi del ’48 e dei Territori Nell’odierno subbuglio israeliano, il BDS anche se non esplicitamente denominato come tale è diventato strategia centrale del movimento di protesta Il 2 gennaio il deputato Katz ha proposto una nuova legge con l’obiettivo di squalificare i partiti arabi dalle elezioni della Knesset L’Autorità Palestinese deve smettere di fare il gioco dell’occupazione

PRIGIONIERI

Il 14% dei prigionieri palestinesi soffre di diverse malattie La Palestina e Georges Abdallah sono stati al centro delle manifestazioni contro le “riforme” antioperaie di Macron a Tolosa Tareq Barghouth, dal carcere scrive ai suoi occupanti: Mi pento della mia prigionia dopo essere stato condannato per aver compiuto attentati? È complicato. Mi pento di una cosa: aver lasciato che mi spingessero in un angolo

Vancouver ha ospitato una festa per la vittoria dei prigionieri palestinesi, condannando la complicità del governo canadese, incluso il suo continuo silenzio sul reclutamento per l’esercito di occupazione israeliano che si svolge in Canada, nonché i tour degli ufficiali militari sionisti nei campus canadesi. E ha chiesto un’azione per affrontare tali visite e intensificare la campagna di boicottaggio in tutte le università e istituzioni accademiche.

GEOPOLITICA

Si sta producendo una spaccatura in profondità della società israeliana. La sua sorte è segnata, sia che decida di sospendere, sia che decida di proseguire, perché lo smantellamento dell’apparato giudiziario è funzionale a liberarsi di qualsiasi eventuale intralcio legale nel perseguimento dell’annessione.

È stato pubblicato un apporto delle NU sul colonialismo israeliano nei Territori palestinesi occupati e sul suo impatto La relatrice ONU invita la comunità internazionale a proteggere i diritti dei palestinesi Secondo la nuova direttrice di Human Rights Watch l‘occupazione è una “furia” contro i diritti umani

Il Dipartimento di Stato USA ha convocato l’ambasciatore israeliano per il reinsediamento degli avamposti illegaliIn Francia il movimento dovrebbe sostenere la Palestina Qui contro la riforma delle pensioni esiste un movimento radicale e trasversale podcast.

Il Regno Unito invece respinge l’etichetta di “Apartheid” usata nei confronti di Tel Aviv nel nuovo patto commerciale e di sicurezza

Secondo l’indagine delle Nazioni Unite l’UE facilita gli abusi contro i migranti in Libia, In Libano la disputa sull’ora legale costringe il paese a due fusi orari

Il terremoto è già stato dimenticato dal mondo, ma i bisogni dei civili sono immensi podcast È iniziata una nuova missione umanitaria al-Wafa’a nelle zone del sud della Turchia e del nord della Siria

L’occupazione ha bombardato l’aeroporto di Aleppo utilizzato per gli aiuti umanitari il 28 e il 31 ha lanciato due attacchi in meno di 24 ore contro Damasco

Il Marocco lotta per creare legami con l’occupazione e appoggiare i palestinesiSecondo l’Unicef nel Sahel è a rischio la vita di oltre 10 milioni di bambini

Thomas Sankara, terzomondista convinto, in uno storico discorso alle Nazioni Unite fece scalpore incitando i popoli oppressi a unirsi in difesa del Nicaragua sandinista, della Palestina oppressa, del peregrinante popolo sahrawi e dei neri sotto l’apartheid sudafricana. Solo un anno fa sono stati condannati i suoi assassini

Secondo le logiche osservazioni di Xi un mondo multipolare offre sfide e opportunità al Medio Oriente e all’Africa

CULTURA

Scomparso Gianni Minà, un grande giornalista contro l’imperialismo, dimenticato, censurato ed oltraggiato dalla RAI, Sognava un mondo multipolare, Se ne va un pezzo della storia del giornalismo dalla parte degli oppressi.

Il centro 7amleh ha monitorato sui social media in lingua ebraica per il 2022 685mila discorsi razzisti e di incitamento all’odio ● e l’incitamento violento anti-palestinese è in aumento Secondo te è semplice la vita di un diciottenne, attivista per la pace e studente universitario, di Masafer Yatta sotto l’occupazione?

Per i palestinesi ricordare la prima Giornata della Terra è un momento fondamentale marce, proteste e discorsicontro lo sfondo del furto di terra contro ogni forma di colonialismo contro l’imperialismo e il sionismo Leggi le parole con cui ne fa ricordo il poeta Tawfiq Zayyad

È in Italia in tour il poeta Ghassan Zaqtan per il suo libro: In cammino invocano i fratelli. presentazioni a Roma e a Venezia: (podcast)

Qui c’è un albero rigoglioso che non vediamo, eppure possiamo ancora ricordare mandorli, fichi, due peschi, molti susini e un albicocco sotto la finestra di tua madre.

Qui è la luce, dove un poeta vide una scala nel vento e al risveglio ci scagliò la visione

mentre il luogo a lui destinato era ormai un’orchestra di colombe “volano le colombe,

si posano le colombe”.

Il Palestine Chronicle lancia l’edizione in lingua italiana

Il documentario sulla Nakba della BBC secondo Dalia Dawood mostra come la Nakba continui sotto diverse forme, che il conflitto è “assolutamente in corso”. il 1948 non sia solo un momento della storia, è la storia palestinese in corso. Secondo Jonathan Cook invece non ha evidenziato i veri colpevoli, i regimi occidentali razzisti che hanno lasciato agli ebrei europei un’unica credibile via di fuga dall’antisemitismo occidentale espropriando i palestinesi

Roger Waters sostiene il BDS, ma non vuole essere accusato di ostilità nei confronti degli ebrei. Per questo motivo farà causa alla città di Francoforte.(parte 1)

Il Masar Badil chiede il boicottaggio del “Festival delle università israeliane” in Brasile! Il Bds chiede a Sam Smith, di annullare il concerto di maggio a Tel Aviv ● e chiede di contestare Giro d’Italia e Tour de France, che invitano la squadra del governo israeliano alla gara ciclistica Gent-Wevelgem In Belgio è infatti stata contestata la partecipazione della squadra di propaganda Israel Premier Tech

PROSSIMI EVENTI:

Sabatodomenica, Proiezione online di un film a cura del Palestine Museum – H 18.30 ad Ottawa Conferenza di liberazione per la Palestina: affrontare il colonialismo, immaginare la liberazione 28-30 aprile 2023

Viaggi in Palestina:

dal 23 al 30 aprile Dal 22 al 29 luglio

altri in Giordania e in Palestina – in estate e dal 14 al 21 ottobre in Giordania

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consigliamo l’ascolto del brano:

Brano: Falce, oh falce Artista: Sana Moussa

Una delle canzoni di lavoro palestinese per la stagione del raccolto

Che va bene per incoraggiare l’agricoltore a lavorare sodo, essere attivo e autonomo quando fatica

Il Levante condivide alcuni dei versetti di questa canzone, dato che Al -bayer era al momento della raccolta tra il popolo del Levante in Palestina e Siria

Menjli, O Jalah Andò ad Al -Sayegh Gli ha dato solo una cesta
Ho avuto il caso con il compito di Menjli, Abu al -kharakhash
Menjli di piantagione
Menjli, Abu Razah Cosa hai preso Gaza
Le ragazze amano le ragazze
E gli occhi del dormiente

Sanaa Moussa canta con la partecipazione della band palestinese Al -raya

e con la partecipazione del coro della Siria e dell’artista Wissam Murad seconda voce Farah Shomali Musica @rjmusicproductions1

Direttore Nader Salha

Sana Moussa

Una nuova voce è apparsa da qualche anno ad arricchire il vasto mondo musicale arabo. Si tratta della giovane palestinese Sana Moussa , talentuosa cantante proveniente dal villaggio di Deir Al-Asad situato nell’ alta Galilea della Palestina occupata. Da molti è ritenuta una delle più promettenti cantanti palestinesi e rappresenta sotto molti aspetti una figura unica nel suo genere.

Cresciuta in una casa in cui la musica era il linguaggio comune utilizzato all’interno della famiglia ,già in tenera età è entrata in contatto con la tradizione musicale araba. Il padre Ali Moussa , cantante e suonatore di Oud , iniziò Sana ed i suoi fratelli all’ascolto della musica araba. Nella casa di famiglia le voci dei grandi cantanti del Corano, come gli egiziani Abdel Basset e Abdel Samad o quelle dei cantanti di Tarab Mohammed Abd el Wahab, Oum Kalsoum e Sayyed Darwish risuonavano dall’alba al tramonto. Dotata di particolare talento voca la piccola Sana attendeva ogni giorno con impazienza l’inizio delle lezioni di canto sacro commuovendo i suoi compagni di corso quando iniziava recitare con voce squillante in versi tratti dal Corano. All’età di cinque anni interpretò davanti ad un pubblico il brano “Ya leilet el eid” della grande cantante egiziana Umm Kulthum ; questo rappresentò il primo passo verso il suo futuro nella musica. Cominciò a studiare canto con il coro Al-Armawi  diretto dal musicista palestinese Khaled Jubran e successivamente perfezionò la conoscenza teorica della musica araba classica e delle scale (maqam) presso il centro studi Al-Urmawi , prestigioso polo per lo studio della musica dei paesi del Mashreq , situato a Gerusalemme Est. L’interesse per la musica tradizionale palestinese la portò nel 2004 a unirsi ai musicisti Nizar Rohana (oud) e Youssef Hbeich (percussioni) nell ’ensemble Homayon . Istituito nel 2002 l’ensemble ha proposto nel tempo un repertorio di canzoni tratte dalla musica classica araba e dalla tradizione popolare palestinese nelle quali i sentimenti e le diverse esperienze dei suoi esecutori vengono trasformati in musica con lo scopo di dare voce a tutte quelle persone che una voce non l’hanno . Il lavoro con Rohana e Hbeich e i tour intrapresi nel mondo arabo e in Europa hanno contribuito notevolmente alla crescita dello stile vocale di Sana che nel giro di pochi anni si è specializzata nei tre distinti generi che formano la memoria musicale collettiva del popolo palestinese: la musica popolare, la musica e il canto tradizionale arabo e la musica sacra. Ha cominciato da quel momento a rappresentare la Palestina in vari festival internazionali di musica e danza popolare siacome solista che come membro di El-Funoun , storica troupe di danza.

Il web magazine “This Week in Palestine’s” parla di lei come di una persona che ha raggiunto il riconoscimento facendo la differenza . Questa affermazione è avallata dal fatto che ,non paga della carriera di cantante ,Sana Moussa si è dedicata con impegno e passione alla ricerca scientifica nel campo della micro-biologia conseguendo un dottorato in neuroscienze nel 2010. Interrogata su questo aspetto della sua personalità afferma : “Credo che quello del ricercatore sia un lavoro che può essere applicato non soltanto alla ricerca scientifica ma alla vita nella sua totalità” . La metodologia scientifica ha sicuramente avuto un effetto positivo sulla vita e sulla musica di questa brava artista/scienziata e le ha permesso di manifestare ,secondo le sue parole , “un onesta espressione emotiva sotto il controllo della logica”.

Il connubio ricerca/emozione l’ha portata a realizzare quello che è il suo lavoro migliore in campo musicale. Il ricordo delle ninna-nanne , dei motivi bellissimi e profondi interpretati dal padre e dal nonno durante le calde vacanze estive e delle tristi canzoni di epoca ottomana intonate dalla nonna mentre provvedeva con movimenti e gesti dolci alla cura della casa ha dato slancio alla ricerca di Sana Moussa sull’origine della musica palestinese. “ Quando avevo 4 anni sedevo accanto a mia nonna e la ascoltavo cantare vecchie canzoni . Erano storie che parlavano di cordoglio, lutto, gioia, amore e dell’ l’arruolamento obbligatorio di uomini arabi da parte dell’impero ottomano all’inizio del xx secolo. Crescendo ho cercato di raccogliere tutto ciò che era rimasto nella mia memoria riguardo a quelle storie. Ricordavo perfettamente i testi delle canzoni ma non ero in grado di ricordare le loro melodie. Nel corso di due anni ho intervistato parecchie donne al di sopra dei settanta anni , persone che avevano avuto la stessa esperienza di mia nonna , per recuperare ogni informazione possibile su canzoni e racconti tradizionali dei villaggi della Cisgiordania, di Gerusalemme e della Galilea”. Questo intenso lavoro di ricerca si è concretizzato nel 2010 con la realizzazione di un disco intitolato “ Ishraq” (Reminiscenza ,anche se in realtà il termine sta ad indicare l’arrivo della luce del giorno, l’alba).L’album è composto da 10 canzoni che portano l’ascoltatore alle radici della tradizione orale palestinese . Nel riadattamento dei vecchi brani Sana Moussa ha cercato di conservare il quadro originale quanto più possibile avvalendosi della collaborazione di ottimi talenti creativi tra i quali il il fratello Mohammad Moussa all’oud e Bishara al-Khall al violino al fine di arricchire i pezzi con nuovi accordi. Storie di gioia, separazione, amore, rivoluzione e solitudine che donne sconosciute hanno conservato per generazioni prendono vita attraverso il canto narrativo di Sana dando voce ai contadini che pregano per la pioggia e per la libertà, ai profughi che sognano una vita dignitosa, agli amanti che sfidano le difficoltà e ai bambini che sanno trovare la gioia in mezzo alla povertà. Uscito in un momento in cui il popolo palestinese , alle prese con le costanti umiliazioni dovute all’occupazione , vede la globalizzazione erodere ancestrali tradizioni locali questo disco rappresenta una testimonianza importante .A tal proposito l’artista afferma : “Queste sono canzoni belle e semplici che arrivano al cuore della gente. Con questa musica voglio affermare un identità, una presenza che resiste. “

Il tour per la presentazione dell’album, iniziato in Palestina e Giordania,   ha raggiunto varie città europee. Da allora Sana Moussa ha portato in giro per il mondo la testimonianza di un passato che rifiuta di andar perduto. Nelle date in Belgio, Marocco, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Svizzera e Germania Sana Moussa è stata accompagnata dal gruppo Nawa Athar formato da Mohammad Moussa (canto e oud), Nassar Soheel (kanoun) e Hatem Amous (percussioni) . In molti attendono con impazienza la realizzazione del prossimo album composto da nuove canzoni create appositamente per lei …io sono tra quelli e se ascolterete l’album sicuramente verrete a farmi compagnia.

Di Paolo Lasagna

 




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