Per capire intuitivamente il concetto di entropia si provi a pensare ad un corpo caldo e uno freddo che vengono messi a contatto: il calore passerà spontaneamente dal corpo più caldo al corpo più freddo e non viceversa se non viene immessa energia dall’esterno.

Il calore si muove da dove ce n’è di più a dove ce n’è di meno fino all’equilibrio, stato in cui l’entropia è massima. Possiamo quindi affermare che più uno stato è squilibrato, più è bassa l’entropia.

L’entropia ha una formula semplice nell’esprimere un concetto complesso, che trovo elegante e affascinante, S = k logW,  formula scolpita sulla lapide di Boltzmann, che capì che l’entropia aveva a che fare con il numero di modi in cui si possono scambiare gli stati microscopici degli atomi e delle molecole che compongono un sistema senza che cambino le proprietà macroscopiche di un sistema.

Lo stato di equilibrio è lo stato più probabile nella disposizione microscopica e l’entropia misura quanto il sistema ne è lontano. Più particelle ci sono nel sistema più la probabilità dello stato di equilibrio aumenta.

Il punto è che l’energia in generale tende a passare da uno stato più concentrato ad uno più diffuso in innumerevoli modi, o meglio potrebbe anche fare il contrario, ma è altissimamente improbabile, quante più particelle ci sono tanto più infinitamente improbabile.

Questa lente induce a riflettere sugli squilibri in generale e il lampante squilibrio nel possesso e sfruttamento delle risorse che dovrebbero essere a disposizione di tutti.

Considerando i tre maggiori fondi di investimento, Blackrock, Vanguard e State Street, hanno concentrato una ricchezza tale da poter acquistare l’25% del mondo, che è tantissimo considerando che sono solo tre consigli di amministrazione. La bilancia è squilibrata. Arriverà qualcosa che rovescerà il piatto per ripristinare l’equilibrio.

Saranno le nostre azioni a accorciare o allungare il tempo entro il quale succederà.


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