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La Maledizione del Gas

today24 Maggio 2022 4

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Il piccolo Paese dei Cedri, situato sulla riva orientale del mediterraneo, confinante con la Siria a nord e a est, con la Palestina occupata dall’Entità israeliana a sud e col Mediterraneo a ovest, il Libano, sta affrontando la peggiore crisi economica, politica e sociale degli ultimi cento anni, dopo la nascita dell’attuale repubblica e dopo la grande carestia del 1933 che colpì la “Terra di Damasco”1 detta anche la Grande Siria.
Il paese è al collasso totale e la portavoce della banca mondiale ha classificato la crisi libanese come la peggiore crisi economica del mondo negli ultimi 150 anni. La banca centrale libanese e lo Stato hanno dichiarato bancarotta. Il fallimento è stato annunciato dal vice primo ministro durante un’intervista sulla tv locale New TV.

Il 17 ottobre del 2019 è scoppiata in Libano, la rivolta più massiccia che si ricordi dopo la cosiddetta rivoluzione contro il presidente Kamil Chamoun nel 1958. Una rivolta popolare estesa a tutto il paese che ha visto la mobilitazione della gente comune, dei partiti di sinistra, della società civile, dei movimenti e delle Ong. Milioni di libanesi sono scesi nelle piazze contro la classe politica governativa e amministrativa, contro i poteri statali storicamente pervasi dal settarismo religioso. La rivolta è stata repressa con molta aggressività dalle autorità e dai miliziani2 dei partiti al governo, col sostegno spirituale e materiale non indifferente delle diverse autorità religiose del paese. Il sistema politico del Libano è una repubblica ibrida che prevede, secondo l’ordinamento costituzionale, quote di potere alle 18 fazioni religiose presenti nella società libanese oltre che ai partiti laici. La rivolta si è conclusa con un nulla di fatto alla comparsa della pandemia, senza ottenere alcun risultato relativamente ad un cambiamento del sistema.

Il 4 agosto del 2020 un’enorme esplosione al porto di Beirut ha devastato tutta la zona adiacente al porto: è stata il colpo di grazia che ha concluso la lunga agonia del paese, iniziata con la guerra civile del 1975, dopo alti e bassi e dopo l’accordo di Al Taaef nel 1992, che ha messo fine alla guerra civile. Seguì una tregua: chiusa la guerra civile il sistema di governo rimaneva però lo stesso, con a capo il primo ministro Rafiq Hariri, voluto e sostenuto dai paesi arabi, in primis dal regno saudita. Il 14 febbraio del 2005, l’uomo d’affari filo saudita, il primo ministro libanese Rafiq Hariri fu vittima di un attentato nella zona del porto di Beirut. Un’esplosione molto simile per le conseguenze sulla situazione generale del paese all’esplosione del porto nel 2020. Era finita la tregua Hariri (1992-2005) in cui il Libano, pure con tante difficoltà, aveva avviato un grande processo di ricostruzione, investimenti, commercio e turismo, grazie soprattutto ai capitali dei paesi del golfo, che gli avevano restituito il famoso ruolo nel sistema bancario, per il quale da sempre veniva chiamato la Svizzera d’Oriente del Medioriente. Nel 2006 Israele lanciò un feroce attacco durato 33 giorni che devastò completamente il paese. L’80% del paese fu raso al suolo: presi di mira da aerei israeliani superstrade, ponti, centrali eletriche, viadotti petroliferi arabi, raffinerie, depositi. L’aeroporto di Beirut subì gravi danni e perse tutta la sua nuova flotta aerea. Da allora il paese non si è più ripreso. È sopravvissuto con gravi problemi alla fornitura di energia elettrica. Attualmente l’erogazione funzione solo per un’ora al giorno, perché l’esplosione del porto ha devastato la sede della società elettrica libanese (Société Liban Electricité).

Una domanda è d’obbligo: chi ha interesse a far sparire il Libano dalla faccia della terra?!

Il paese dopo mille disgrazie, guerre, attentati, omicidi e disastri è al collasso totale, si vede costretto a riaprire il fascicolo dei giacimenti di gas naturale al largo della sua costa, nonostante sia chiaro a tutti che l’argomento può essere molto pericoloso.

Ogni volta che si è tentato di affrontare questo tema è arrivata la fine mondo nel piccolo, debole, indifeso e diviso Paese dei Cedri. Dal 1920, epoca in cui Libano e Siria erano protettorato francese, fino ad oggi, il paese ha più volte tentato di attingere ai trilioni di metri cubi di gas naturale delle sue acque nazionali, sperando così di salvarsi da morte certa. Ma ecco tornare a galla il contenzioso sul confine sud con la Palestina occupata, dove l’Entità dell’occupazione sta già estraendo il gas da giacimenti più estesi di quello libanese, con impianti e commercializzazione a partire dal porto di Jaffa.

Jaffa ha sostituito Beirut come porto strategico per il commercio con i paesi arabi del golfo, dopo la costituzione dell’Unione delle religioni abramitiche3 cui aderiscono ufficialmente Emirati Arabi Uniti (capofila), Israele, Bahrein, Marocco, Sudan e tacitamente i paesi legati da accordi con Israele, come Egitto, Giordania, oltre ad altri paesi filo americani dell’area.

Nel 2016 il Libano ha avviato una trattativa con Israele con la mediazione statunitense nella sede dei Caschi Blu sul confine sud del paese. La delegazione libanese era costituita da ufficiali dell’esercito libanese e guidata dal colonnello Yassin. Durante le trattative i libanesi si sono resi conto che la linea di trattativa numero 23, chiamata Hof (dal nome del mediatore americano Frederic C. Hof), non era conforme alla mappa dei confini marittimi e alla mappa delle acque economiche (zona economica esclusiva) del Libano realizzate poco tempo prima dai tecnici dell’esercito libanese e successivamente confermate con rilevamento satellitare da un’azienda privata inglese. La delegazione libanese ha bloccato perciò le trattative e ha presentato a Sanioura, allora capo del governo, un dossier chiedendo la formulazione di una comunicazione da parte del Libano che mettesse al corrente l’ONU della zona contesa: occorreva modificare la documentazione, per procedere con le trattative secondo mappe aggiornate; era necessario contemplare il diritto del Libano ad estendere il suo confine oltre la linea 23, disegnata dal mediatore americano Hof, fino a raggiungere la linea 29, evitando la linea 30 per evitare futuri contrasti con Israele. Da quel momento in avanti è stato un continuo mercanteggiare. Da una parte lo stato libanese, corrotto, diviso, con ognuna delle sue fazioni sottomessa al paese estero che la finanzia e che ovviamente anela alla propria fetta della torta; dall’altra il mediatore statunitense, interessato a garantire alla sua creatura, il regime sionista, il massimo guadagno (e non solo). L’occupante israeliano ha tutto l’interesse a mettere le mani sulle risorse del Libano, indebolirlo quanto più possibile e sostituirlo nel ruolo strategico/ commerciale del mediterraneo orientale.

Se verifichiamo i dati e la storia, assistiamo al susseguirsi di una serie di conflitti, disordini e sgretolamento di intere nazioni del medio oriente, dall’inizio del colonialismo inglese e francese fino alla creazione degli attuali confini. Dagli accordi all’epoca del primo conflitto mondiale (Accordi Sykes-Picot del 1916, dichiarazione di Balfour del 1917, Trattato di Sèvres del 1920) fino alla creazione degli stati attuali. Oggi le guerre per le risorse energetiche, per apropriarsi del petrolio e del gas naturale, mettono in luce i veri motivi delle guerre in Palestina, Libano, Siria, Yemen, Libia, Iraq, e dell’ultima ma non minore, più chiara e palese, guerra della Nato in Ucraina contro la Russia.

Raccolta dati e report di Mouna Fares
Elaborazione e montaggio di Gabriella Grasso

NOTE

1. “Terra di Damasco” è la Regione del levante storicamente chiamata mezzaluna fertile, o Grande Siria, precedente ai confini e agli stati attuali voluti dal colonialismo franco inglese. Il levante comprendeva: Siria, Giordania, Libano e Palestina.

2. Ogni partito al governo possiede una sua milizia armata e ogni fazione controlla un cantone dove la presenza dei suoi seguaci è più numerosa.

3. La neonata Unione delle religioni Abramitiche è costituita da ebrei, cristiani e mussulmani che condividono lo stesso patriarca Abramo. Per intendersi sono gli stessi paesi che si sono incontrati di recente nel deserto del Naqab autodefinendosi come “Nato del Medioriente”.

Approfondimenti e fonti:

Mappe del conteso confine marittimo del Libano con israele e i giacimenti di gas naturale nel mare Mediterraneo (Ricerca immagini di Google)

Brigadiere generale Yassin: i nostri diritti marittimi non dovrebbero essere “cavalcati” da alcuni per servire i loro
interessi elettorali – 2022 | vdlnews.com
https://www.vdlnews.com/news/194239

I libanesi, tra la stazione di Fayrouz e le stazioni del gas e del petrolio – 2022 | almayadeen-net
Finiranno i negoziati sulla demarcazione del confine e passerà il treno che il funzionario ha annunciato che “il Libano è un paese petrolifero”, trasportando i libanesi a una vita migliore e salvandoli dalla loro situazione economica?

Chi darà il suo voto alle forze libanesi voterà per “Israele” e “Isis” – 2022 | almayadeen-net
Il capo del Free Patriotic Movement in Libano, Gibran Bassil, ritiene che il leader del Libanese Forces Party, Samir Geagea, sia “parte del progetto israeliano in Libano” e afferma che “Israele, che ci ha portato in guerre ivili, è lei che ostacola la nostra estrazione di petrolio e gas”.

Il gas che arriva in Libano deve essere a denominazione di origine protetta – 19 gen 2022 | limesonline.com

Hezbollah ha dato il via libera ai negoziati tra Israele e Libano su i confini marittimi – 17 feb 2022 | repubblica.it

Stabilizzazioni in progress. Il gas nel triangolo Libano, Giordania, Israele – 17 gen 2022 | formiche.net
L’accordo tra Israele e Libano sul gas è un altro episodio nel complesso movimento di stabilizzazione generale che sta interessando il Mediterraneo allargato e che viene visto molto positivamente a Washington

Libano: governo smentisce accordo con Israele per gas – 17 gen 2022 | www.ansamed.info

L’occupazione sta approfittando della crisi del Libano per ricattarlo nel delimitare i confini marittimi – 2022 | arabi21-com

La ripresa dei negoziati sulla demarcazione del confine tra il Libano e l’occupazione entro una settimana – 2022 | arabi21-com

Libano-Israele: riprende il dialogo per il confine marittimo – 2022 | atlanteguerre.it
Il negoziato mediato dagli Stati Uniti per il tratto marino ricco di gas riprende, mentre la crisi energetica di Beirut si fa sempre più pressante

L’importanza dell’Eurasia – 2022 | lacittafutura.it
Il conflitto in Ucraina viene da lontano ed è legato alla competizione internazionale per il dominio sull’Eurasia.

L’accordo sull’esportazioni di gas dall’Egitto al Libano presenta dei rischi, ma è un passo avanti – 14 sett 2021 | ilfattoquotidiano.it

Beirut: dalla guerra all’esilio. Documentario – 2021

Israele intende rispondere alle richieste del Libano in merito alla demarcazione dei confini marittimi -2021 | alhurra-com
Il quotidiano Jerusalem Post ha citato una mappa ottenuta da Israele in cui si afferma che Israele intende rispondere alle richieste del Libano in merito al fascicolo di demarcazione del confine marittimo e alla sua adesione a più del doppio dell’area del Mar Mediterraneo conteso. La mappa mostra quella che il ministero dell’Energia israeliano chiama “Linea 310”, ovvero la linea rossa, che si estende a nord, e indica la volontà di Israele di fornire ulteriore spazio al Libano, per soddisfare il suo desiderio, secondo il quotidiano.

Il gas libanese è una ricchezza nazionale nel mezzo di una profonda lotta geopolitica – 2021 | ebarmy-gov-lb
La questione del gas libanese va oltre l’aspetto puramente economico, e non può essere calcolata solo secondo il concetto di profitti e perdite e di fattibilità economica, in quanto la regione è una complessa rete di interessi internazionali e regionali. Di conseguenza, il Libano deve preparare in primo luogo uno studio politico geopolitico dettagliato, accompagnato da uno studio economico, per determinarne i punti di forza, e poi determinare i margini del grande conflitto entro cui può manovrare, per raggiungere ciò che può offrire a essere parte del grande gioco per preservare i suoi diritti Ed è in grado di sfruttare la sua ricchezza senza assistere a una lotta su di essa, e si trasforma in un punto di crisi a lungo termine.

La nave che trasporta i segreti della crisi finanziaria in Libano, oltre allo scoppio del porto di Beirut. – 2020 raialyoum-com
Un’unità greca delle forze antiterrorismo ha arrestato una nave che trasportava tre miliardi e seicento milioni di dollari, e questi fondi erano in “contanti”, derubati ai correntisti libanesi

Il viaggio alla ricerca del petrolio in Libano iniziò nei primi anni del mandato francese, quando l’Alto Commissario francese Henri de Jouvenel emanò un decreto che autorizzava l’esplorazione, l’estrazione e l’investimento di miniere di petrolio e mineral – 2020

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La Guerra del Libano (1982): quando Israele invase Beirut – 2020
Nel 1982, Israele diede avvio all’Operazione Pace in Galilea con l’obiettivo di scacciare i membri
dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina nei territori meridionali del Libano. L’operazione si svolse in pochi mesi, portando le truppe israeliane fino alla capitale del paese, Beirut, già distrutta da anni di guerra civile, e causando uno degli eventi più tristi del passato recente libanese: l’incursione israeliana nei campi di Sabra e Shatila. Scopriamo insieme la storia tormentata di una nazione e di un’area del mondo, il Medio Oriente, dove il termine “pace” non sembra essere mai esistito.

Il viaggio del petrolio libanese dal 1920 al 2020
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GAS. Eni si infila nella disputa tra Israele e Libano – NenaNews – 2018 | nena-news.it
12 feb 2018 — Sabato Eni ha firmato, insieme a Total e Novatek, due accordi con il Libano per l’esplorazione e la produzione di gas nei blocchi 4 e 9.

Il conflitto per petrolio e gas e l’importanza strategica del Medio Oriente – 2016 | lebarmy-gov-lb
di Dr. Nabil Sorour professore universitario e ricercatore in affari internazionali

VIDEO:
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How Israel is Leading the Future of Energy Sourcing – 10 feb 2022
On this episode of Insights Israel & the Middle East, host Mati Shoshani tours the Zion Oil and Gas drilling pad in Jerusalem, and gets an inside look at the Negev Energy plant in Israel.You will hear from: John Brown, Founder and CEO of Zion Oil and Gas, and Eran Agai, head of Engineering at Negev Energy in Israel. Yosef Abramowitz, President and CEO of Energiya Global Capital on how he began a solar project that provides energy for the first fully solar-powered region in the world. We’ll also meet Dr. Zvi Karkz, VP for Exploration, Delek Drilling as he provides the inside scoop on Israel’s ocean oil drilling system. Colonel (res.) Dr. Eran Lerman. Listen in as they discuss the connection between Biblical prophecies and Israel’s future in solar, oil, and gas energies. Join us, as we journey through Israel unpacking the oldest questions with modern insights, and the stories of the people behind it all. This video was brought to you by TBN Networks®

Beirut: dalla guerra all’esilio. Documentario – 2021

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22.344 visualizzazioni Trasmesso in anteprima il giorno 25 giu 2021 On this episode of Insights: Israel & the Middle East, host Mati Shoshani tours the Zion Oil and Gas drilling pad in Jerusalem, and gets an inside look at the Negev Energy plant in Israel. Listen in as he speaks with some of the key players in Israel’s energy harvesting: John Brown, Founder and CEO of Zion Oil and Gas, Jeff Moskowitz, Managing Director of Zion Oil and Gas, and Eran Agai, head of Engineering at Negev Energy in Israel.

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Two months ago, a massive explosion rocked Lebanon’s capital, killing hundreds, injuring thousands, and sending a shock wave that damaged buildings across the city. As the explosion occurred, people around Beirut captured the moment, and its aftermath, on their phones. Four Corners pieces together the story of the blast, tracking down many of the people who filmed the disaster, as well as those who were dramatically shown on screen. In a city with so many connections to Australia, the pain and grief are immense

Israel-Lebanon Talks to Decide Fate of $600 Billion in Gas – 2020
https://www.i24news.tv/en Live: http://i24ne.ws/4GMK30qJn0A

Descubre Líbano gas en aguas profundas – 29 apr 2020
En Líbano se comprobó la presencia de gas en profundidades marinas, por lo que se ya se planifica su explotación y con ello eliminar su dependencia energética. Empresas de Rusia, Francia e Italiana ya participan en los trabajos de prospección. teleSUR

Will discoveries of offshore gas transform Lebanon? – 15 nov 2019
Lebanon, not usually associated with oil and gas, has made significant discoveries of offshore gas. If all goes well, the country could not only satisfy its own domestic energy needs, but become an exporter, transforming its economy forever.

Oil discovery raises stakes between Israel and Lebanon – 25 dic 2019
People in south Lebanon fear another war between Israel and Hezbollah. In the last conflict in 2006, more than 1,000 Lebanese civilians had died compared with 23 on the Israeli side. But as Al Jazeera’s Tony Birtley reports from southern Lebanon, the discovery of oil and gas reserves in waters disputed by Lebanon and Israel has raised the stakes.

La canzone del cantante comunista libanese Marcel Kalife riassume la situazione libanese
La nostra storia è una gita in campagna, illegale e vietata dalla Turchia e dalla Francia. Le autorità del patto nazionale libanese e i capi hanno bevuto un sorso … ad ogni pastore il suo gregge della sua religione. Invece di fondare una patria libera fortificata hanno piantato le tende del settarismo, e quando i piedi delle loro sedie han tremato, hanno chiesto aiuto a tutti gli stati feroci che hanno legato le loro sedie alla portaerei New Jersey e alle forze mulinazionali (Nato). Da questa opressione inaccettabile è scaturito un passato oscuro con in mano la spada. La nostra generazione è nata in questa era e non accetteremo che la storia si ripeta …

https://youtu.be/WiFBnXj_yH8


Scritto da: Cristina import

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