NOI CREDEVAMO: DODICI ANNI DI MENZOGNE

Questo messaggio video alle forze di polizia e forze armate risale al 2013.

Editoriale di STEFANO BECCIOLINI

Sono passati undici anni da questo messaggio che in quel periodo circolava in rete, quando persone oneste che avevano compreso la deriva che il nostro paese stava prendendo, avevano pericolosamente preso posizione. Uomini e donne consapevoli lottavano già da tempo per evitare tutto questo. I loro nomi erano Giulietto Chiesa, Massimo Mazzucco, Margherita Furlan, Glauco Benigni, Claudio Messora, Cosimo Massaro, Franco Fracassi, Francesco Amodeo, Ruggiero Capone ed altri, tra cui  anche io e altri cittadini che si identificavano in un movimento che in quel periodo si riteneva portavoce del cambiamento, ma che poi, nel giro di pochi anni, avrebbe tradito miseramente il proprio mandato. Undici anni che non hanno cambiato in positivo la storia di questo Paese, ma l’hanno piuttosto trascinato in un vortice di disperazione, povertà, soppressione della democrazia e pericolosamente vicino a un conflitto in Europa.

Noi credevamo che la conoscenza dei fatti storici e la coscienza civica degli individui avrebbero cambiato le sorti dell’Italia, ma evidentemente abbiamo sbagliato o non siamo riusciti a far comprendere il messaggio. Nel 2018 molti di noi hanno riposto fiducia in quel movimento che, una volta al governo d’Italia, ha tradito e si è venduto per due denari. Nel 2021, quando nuovamente e più evidentemente ci siamo trovati nell’anno più buio degli ultimi 80 anni, abbiamo avuto nuovamente la possibilità di marciare uniti per liberare il nostro Paese democraticamente; bastava essere tutti uniti, sicuramente ognuno con le proprie peculiarità ideologiche, ma in un unico fronte. Eravamo milioni ed avremmo potuto fare la differenza. Ma ci siamo lasciati dividere: pseudo pandemie, guerre ed altre paure hanno fatto credere ad alcuni che l’attuale Presidente del Consiglio li avrebbe protetti, altri hanno seguito altre correnti politiche ed altri ancora si sono lasciati ammaliare dalle sirene mitologiche del “salvatore di turno” Putin o Trump.

Ma di chi è la colpa? Basta guardarsi allo specchio e riflettere sulla nostra zona di comfort in cui molti si sono lasciati guidare per evitare responsabilità e decisioni che avrebbero potuto mettere nuovamente a rischio la sicurezza di una falsa libertà ritrovata. Alcuni si sono arresi e hanno pensato che un anno di sofferenze e privazioni bastassero per diventare “eroi che non si erano sottomessi”, ma si sa che tutti “tengono famiglia” ed è più comodo aspettare i salvatori di altre nazioni che alzare la testa e dire NO, IO NON CI STO! E adesso il solito gregge smarrito cerca il suo pastore che lo guidi al voto o al non voto per l’Europa. Perché abbiamo sempre bisogno, come bambini impauriti, di essere guidati nelle nostre scelte? Studiare, riflettere e prendere decisioni implica fatica e tempo. Non preoccupatevi, altri stanno pensando al nostro futuro e a quello delle giovani generazioni: non avrai nulla e sarai felice, se sarai un cittadino ubbidiente ed irregimentato, potrai una volta al mese andare al ristorante e gustare menù politicamente corretti a base di farine di grilli, carne sintetica e magari verdura 3D. Verrai esonerato anche dalla scocciatura di andare a votare (Klaus Schwab docet), ma soprattutto pensare. Il Paradiso degli ignavi vi attende. Ma questo non è il mondo per cui abbiamo lottato o sofferto. Noi credevamo!
Stefano Becciolini

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