I SOCIAL NEYWOFK: IL FEUDALESIMO DIGITALE E I NUOVI SERVI DELLA GLEBA

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Diretta Streaming Giovedì 25 Marzo ore 21:00 sui Canali Becciolini Network e Homo Sapiens.
Ospite il giornalista e scrittore GLAUCO BENIGNI, esperto di Comunicazione. Conduce STEFANO BECCIOLINI

Glauco Benigni, giofnalista, scrittore e massimo esperto italiano di Comunicazione, in questa intervista video del 25/03/2021, spiega in maniera esaustiva ed approfondita i meccanismi tecnici, economici e sociali del “nuovo feudalesimo digitale”.

<<….Con “territorio digitale” (per esempio, Google, Facebook, YouTube, Amazon, eBay, ma anche Air B&B, Zoom, etc.) intendiamo quelle aree e “campi di influenza” frequentate dagli aderenti a una community e nelle quali si svolgono attività grazie a strumenti quali PC, tablet, smartphones, etc. Indicativamente: consultazioni di motori di ricerca, upload e download di contenuti, condivisioni, streaming, giochi o anche compravendita di beni e servizi, sondaggi, raccolta dati, etc…>>

<<…Uno dei temi che non viene digerito dai difensori della libera espressione è, fra gli altri, la differenza tra il territorio fisico e il territorio digitale. Il primo è fatto di solida materia (suolo, fiumi, montagne, etc.), è limitato dai confini naturali o geopoliticamente concordati; al suo interno vigono leggi e regolamenti ed esistono magistrati e tribunali che si operano per farle rispettare. Il territorio digitale, detto domain, invece rappresenta una novità nella storia giuridica…>> 

<<…Questi “territori”, frequentati dai membri attivi delle loro “communities”, si sono dati delle “norme interne” dette “condizioni d’uso” e ciò è stato fatto tenendo in minimo conto le “norme abituali” e fondando la relazione tra gestore e utenti in massima parte su nuovi ruoli, che si stanno rivelando “ibridi e ambigui”. Tra questi brilla quello previsto nel 1996, quando il Congresso degli Stati Uniti approvò, all’interno del Communications Decency Act, la Sezione 230, definita da qualcuno “le 26 parole che hanno fondato Internet”. Ovvero: “Nessun fornitore e nessun utilizzatore di servizi Internet può essere considerato responsabile, come editore o autore, di una qualsiasi informazione fornita da terzi”. Questa frase solleva i social network dalla responsabilità dei contenuti che vengono pubblicati sulle loro piattaforme. Negli ultimi anni però le fake news, gli attentati, la pedo-pornografia e l’incitamento alla violenza hanno costretto i social a intervenire e così la “moderazione” dei contenuti è diventata una parte fondamentale delle loro attività. Sono nati team di fact checkers e strumenti di segnalazione che oggi si configurano quali veri e propri gruppi di censura, talvolta anche preventiva…>>

Maggiori informazioni

Puoi ascoltarr e/o scaricare il Podcast della trasmissione

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